Morris sulle parole
Il glossario del golf, in parole da giocatore
108 parole del gioco, ognuna con un link da mandare all'amico che te l'ha chiesta. Il punteggio, il campo, i colpi, i bastoni, le regole, le formule e il gergo, con le parole che si usano davvero nei circoli italiani e, quando una fonte lo dice, da dove vengono.
A cura di Morris, il maestro di Badgie Golf · Aggiornato il
Il punteggio
Par, birdie, bogey e gli altri: come si chiama un risultato e da dove viene la parola.
- Par
- Il punteggio che un buon giocatore deve fare su una buca: due putt più i colpi per arrivare in green. Par 3, 4 o 5; il par del campo è la somma.
- Da dove viene la parola: Usato per la prima volta nel golf nel 1870 dal giornalista A. H. Doleman per il punteggio che avrebbe vinto l'Open a Prestwick; la USGA fissò il par in base alla lunghezza nel 1911. Fonte
- Birdie
- Un colpo sotto il par su una buca: un 3 su un par 4. Vale 3 punti Stableford.
- Da dove viene la parola: Gergo americano: «bird» voleva dire qualcosa di eccellente. A. B. Smith raccontò di un giro ad Atlantic City (1898/99; il circolo dice 1903) in cui un colpo «fu un bird» e la scommessa raddoppiò per un colpo sotto il par. Fonte
- Eagle
- Due colpi sotto il par: un 3 su un par 5 o un 2 su un par 4. Vale 4 punti Stableford.
- Da dove viene la parola: Seguì il birdie nello stesso gruppo americano all'inizio del Novecento; in Gran Bretagna arrivò entro il 1919. Fonte
- Albatross
- Tre colpi sotto il par: un 2 su un par 5 o una buca in uno su un par 4. Negli Stati Uniti si chiama double eagle. Vale 5 punti Stableford.
- Da dove viene la parola: Termine britannico che compare nel 1929; una buca in uno del 1931 al Durban Country Club fu raccontata come «il primo albatross». Fonte
- Bogey
- Un colpo sopra il par. Il doppio bogey è due sopra, il triplo bogey tre sopra.
- Da dove viene la parola: In origine era l'intero «ground score» che un buon giocatore doveva fare, proposto da Hugh Rotherham a Coventry nel 1890 e battezzato con il «Bogey man» di una canzone da music-hall; il «Colonel Bogey» nacque in un circolo di Gosport nel 1892. Ha preso il senso di un colpo sopra il par a metà del Novecento. Fonte
- Condor
- Quattro colpi sotto il par su una buca: una buca in uno su un par 5. Così raro che quasi nessuno lo vedrà mai, figurarsi farlo.
- Buca in uno (hole in one)
- Il colpo dal tee finisce in buca. Su un par 3 è un eagle; la tradizione vuole che chi la fa offra da bere a tutti.
- Lordo
- I colpi che hai fatto davvero, prima di togliere i colpi di vantaggio dell'handicap. Nelle gare c'è quasi sempre anche una classifica lorda.
- Netto
- Il lordo meno i colpi di vantaggio che ricevi. Le classifiche nette confrontano questo numero.
- Punti Stableford
- Punti per buca rispetto al par netto: 0 dal doppio bogey netto in su, 1 il bogey, 2 il par, 3 il birdie, 4 l'eagle, 5 l'albatross. Vince il totale più alto.
- Andata e ritorno
- Le buche dalla 1 alla 9 e dalla 10 alla 18, le prime e le seconde nove. «Out» e «in» sullo score vengono dai links che andavano lungo la costa e poi tornavano indietro.
- Score
- Il risultato, e in Italia anche il cartellino del giro: si segna buca per buca, si firma e si consegna. In gara, uno score non firmato costa la squalifica (Regola 3.3b).
Il campo
Dal tee al green: le parti di una buca e quello che ci trovi sopra.
- Tee (area di partenza)
- Lo spazio dove comincia una buca, tra e dietro due marcatori, profondo due lunghezze di bastone. Tee diversi (i colori) danno lunghezze e rating diversi. Il tee è anche il supporto su cui appoggi la palla.
- Fairway
- L'erba tagliata corta tra il tee e il green, dove vuoi che finisca il colpo di partenza.
- Rough
- L'erba più alta ai lati del fairway. Il rough leggero costa poco; quello alto costa un bastone o un colpo.
- Green
- L'area tagliata cortissima intorno alla buca, dove si putta. Lì le Regole cambiano: puoi marcare, alzare e pulire la palla.
- Avant-green (collare)
- La fascia d'erba un po' più alta intorno al green. Per le Regole non fa parte del green: non si marca e non si alza la palla.
- Bunker
- L'area di sabbia preparata, che molti chiamano ancora ostacolo. Non puoi appoggiare il bastone nella sabbia prima del colpo, ma dal 2019 puoi togliere gli impedimenti sciolti.
- Area di penalità
- L'acqua e le altre zone segnate con paletti o linee rossi o gialli, da cui puoi giocare la palla o uscire con un colpo di penalità. È il nome delle Regole, dal 2019, per quelli che erano gli ostacoli d'acqua.
- Fuori limite (OB)
- Oltre il confine del campo, segnato da paletti bianchi o da una linea. Colpo e distanza: rigiochi da dove hai tirato, con un colpo di penalità, a meno che una Regola Locale non permetta di droppare con due.
- Dogleg
- Una buca che piega a sinistra o a destra. «Tagliare» vuol dire prendere la linea corta sopra la curva.
- Links
- Un campo sul mare, su terreno sabbioso e ventoso tra la spiaggia e i campi coltivati: duro, veloce, pochi alberi. È lì che il gioco è cresciuto, in Scozia.
- Parkland
- Un campo nell'entroterra, con alberi, terreno più morbido e fairway ben definiti: il tipo di campo più diffuso in Europa.
- Asta della bandiera
- L'asta con la bandiera nella buca. Dal 2019 puoi puttare con la bandiera dentro.
- Indice di difficoltà (stroke index)
- Il numero da 1 a 18 sullo score, nella colonna Hcp, che ordina le buche per difficoltà ai fini dell'handicap: i colpi di vantaggio li ricevi prima sulle buche con l'indice più basso.
- Slope Rating
- Quanto un tee è più difficile per un giocatore bogey rispetto a uno scratch, da 55 a 155; 113 è lo standard. Entra nella formula del Course Handicap.
- Course Rating
- Il punteggio che ci si aspetta da un giocatore scratch da un certo tee, al decimo (72,3). Insieme allo Slope converte il tuo Index in Course Handicap.
- Campo pratica
- Il driving range, dove si tirano le palline prima del giro o al posto del giro. Il putting green e l'area per gli approcci di solito sono lì accanto.
- Segreteria
- L'ufficio del circolo dove si prenota, si paga il green fee, si consegna lo score e si chiede il regolamento della gara.
I colpi e il volo della palla
Cosa ha fatto la palla e cosa le ha fatto lo swing.
- Drive
- Il colpo dal tee su un par 4 o un par 5, di solito con il driver.
- Approccio
- Il colpo verso il green; in italiano si dice soprattutto dei colpi corti intorno al green.
- Chip
- Un colpo corto e basso da vicino al green, che vola poco e rotola fino alla buca.
- Pitch
- Un colpo corto più alto, che vola quasi tutto e si ferma presto, di solito con un wedge.
- Lob (flop)
- Un colpo cortissimo e altissimo con la faccia del wedge aperta, che atterra morbido. Bellissimo quando riesce.
- Chip and run (colpo a correre)
- Un approccio giocato con un bastone con meno loft, così la palla rotola quasi tutta la strada come un putt. La scelta sicura su un terreno duro.
- Punch
- Un colpo basso con il finish accorciato, per il vento o per passare sotto i rami.
- Lay-up (giocare corto)
- Giocare apposta prima di un ostacolo o del green per lasciarsi un colpo comodo.
- Draw
- Un colpo che curva dolcemente da destra a sinistra per un destro, voluto. La versione non controllata è l'hook.
- Fade
- Un colpo che curva dolcemente da sinistra a destra per un destro, voluto. La versione non controllata è lo slice.
- Hook
- Un colpo che curva forte a sinistra per un destro: la faccia chiusa rispetto alla traiettoria all'impatto.
- Slice
- Un colpo che curva forte a destra per un destro: la faccia aperta rispetto alla traiettoria all'impatto. L'errore più comune del golf.
- Push e pull
- Un colpo dritto che parte a destra (push) o a sinistra (pull) del bersaglio: è sbagliata la traiettoria, non la faccia.
- Colpo grasso, colpo sottile
- Grasso: il bastone tocca terra prima della palla. Sottile, o di lama: il filo della lama prende la palla a metà. Tutti e due sono il punto più basso dello swing nel posto sbagliato.
- Toppa
- Il bastone colpisce la metà alta della palla, che rotola per terra. L'errore del principiante.
- Socket
- La palla prende il collo del bastone e schizza a destra, di traverso. La parola che i golfisti evitano di pronunciare ad alta voce; in inglese è lo shank.
- Carry
- La distanza che la palla vola prima di atterrare. La distanza totale aggiunge il rotolo.
- Up and down
- Imbucare in due colpi da fuori dal green: un approccio (o un colpo dal bunker) e un solo putt.
- Green in regulation (GIR)
- Arrivare in green in par meno due colpi: un colpo su un par 3, due su un par 4, tre su un par 5.
- Lag putt
- Un putt lungo giocato per finire vicino più che per entrare. Due putt da dodici metri sono un buon risultato.
- Lip out
- Il putt che prende il bordo della buca e gira fuori. Ognuno ha la sua storia.
- Data (gimme)
- Il putt corto che l'avversario ti concede nel match play: «è data». Nello stroke play non esistono putt dati; si imbuca tutto.
- Ritmo (tempo)
- Il ritmo dello swing, il rapporto tra il tempo del backswing e quello della discesa. Molti buoni giocatori stanno vicino a 3 a 1.
- Rilascio
- Lo sblocco dei polsi e la rotazione degli avambracci attraverso l'impatto, che squadrano la faccia e portano la velocità.
Bastoni e attrezzatura
Le parti di un bastone e le parole del fitter.
- Loft
- L'angolo della faccia rispetto alla verticale. Più loft, più alto e più corto: un driver ha circa 10 gradi, un sand wedge circa 56.
- Lie
- L'angolo tra lo shaft e la suola all'indirizzo: troppo verticale manda la palla a sinistra, troppo piatto a destra, e si regola in un fitting. Il lie è anche la posizione della palla sul terreno.
- Bounce
- L'angolo della suola di un wedge sotto il filo della lama. Molto bounce scivola nella sabbia e sull'erba morbida; poco bounce va meglio sul terreno duro e con gli swing piatti.
- Flex
- Quanto si flette lo shaft: lady, senior, regular, stiff, extra stiff, da abbinare alla velocità del bastone. Non è uguale tra le marche.
- Collo (hosel)
- Il punto in cui lo shaft entra nella testa del bastone. Se colpisci la palla lì, hai fatto socket.
- Sweet spot
- Il punto della faccia in cui l'impatto dà la massima velocità di palla e nessuna torsione. Più piccolo di quanto sembri.
- Offset
- La faccia arretrata rispetto alla linea dello shaft. Dà alle mani più tempo per squadrare la faccia: un aiuto contro lo slice nei ferri che perdonano.
- Cavity back
- Un ferro con il dorso scavato e il peso spostato sui bordi, per perdonare di più. L'opposto della lama.
- Lama (blade, muscle-back)
- Un ferro da giocatore con la testa piena e sottile: sensibilità e lavorabilità, poca tolleranza. Si dice anche di un putter sottile e tradizionale.
- Ibrido (rescue)
- Un bastone con la testa di un piccolo legno su uno shaft da ferro, che per la maggior parte dei golfisti sostituisce i ferri lunghi.
- Wedge
- I ferri con molto loft per il gioco corto: pitching, gap, sand e lob, più o meno da 44 a 64 gradi.
- Mallet
- Una testa di putter grande e stabile, che resiste alla torsione sui putt fuori centro; l'alternativa al putter a lama.
- Grip
- L'impugnatura di gomma del bastone, e anche il modo di tenerlo: overlapping (Vardon), interlocking o a dieci dita.
- Smash factor
- La velocità di palla divisa per la velocità del bastone, una misura della qualità dell'impatto data dal launch monitor. Circa 1,5 per un driver colpito bene.
- Launch monitor
- Un radar o un sistema a telecamere che misura velocità del bastone e della palla, decollo, spin e carry. È la base di ogni fitting.
- Sacca
- La borsa dei bastoni, in spalla, sul carrello o sul golf cart. Dentro, al massimo quattordici bastoni (Regola 4.1b).
Regole e handicap
Le parole delle Regole del Golf e del sistema di handicap.
- Handicap Index
- La tua misura portatile del livello nel World Handicap System: la media degli 8 Score Differential più bassi dei tuoi ultimi 20, al decimo.
- Course Handicap
- Il tuo Handicap Index convertito per il tee che giochi: Index × (Slope ÷ 113) + (Course Rating − par), arrotondato.
- Playing Handicap (handicap di gioco)
- Il Course Handicap moltiplicato per la percentuale della formula (il 95% nello stroke play individuale): i colpi che ricevi davvero in gara.
- Score Differential
- Quanto valeva un giro su un campo standard: (113 ÷ Slope) × (score lordo aggiustato − Course Rating − PCC). Il numero da cui si costruisce l'Index.
- Doppio bogey netto
- Il massimo che una buca può contare ai fini dell'handicap: par + 2 + i colpi che ricevi sulla buca. Superato quello, alza la palla.
- Scratch
- Un giocatore con Handicap Index 0,0: ci si aspetta che giri sul Course Rating. Gli handicap «plus» sono migliori dello scratch.
- Sollievo
- Droppare la palla in un nuovo punto come permettono le Regole, gratis (da un sentiero, dall'acqua temporanea) o con penalità (palla ingiocabile, area di penalità).
- Palla provvisoria
- Una seconda palla giocata quando la prima può essere persa o fuori limite, per non dover tornare indietro. Va annunciata prima di giocarla.
- Colpo e distanza
- La penalità per la palla persa o fuori limite: un colpo, e si rigioca da dove si è giocato l'ultima volta.
- Palla ingiocabile
- Puoi dichiarare ingiocabile qualsiasi palla, tranne in un'area di penalità: un colpo di penalità e un drop entro due lunghezze di bastone, indietro sulla linea o da dove hai giocato.
- Drop
- Lasciar cadere la palla dall'altezza del ginocchio nell'area di sollievo. Prima del 2019 si droppava dall'altezza della spalla.
- Onore
- Il diritto di tirare per primo dal tee, che va a chi ha fatto lo score più basso sulla buca precedente. Nello stroke play è incoraggiato il ready golf.
- Ready golf
- Giocare quando si è pronti invece che rigorosamente per distanza dalla buca, nello stroke play, per tenere il ritmo. Le Regole lo incoraggiano (Regola 6.4b).
- Regola Locale
- Una regola che il comitato aggiunge per il campo o per la giornata, come la palla piazzata o l'alternativa dei due colpi a colpo e distanza.
- Palla piazzata (regole invernali)
- Una Regola Locale che permette di alzare, pulire e piazzare la palla nelle aree tagliate corte quando il campo è bagnato.
- World Handicap System (WHS)
- Il sistema di handicap unico della R&A e della USGA dal 2020, con l'Handicap Index, il Course Handicap e il Playing Handicap.
Formule e giochi
I modi di giocare e di contare un giro.
- Stroke play (medal)
- Si contano tutti i colpi del giro; vince il totale più basso. Nei calendari dei circoli lo trovi spesso come medal.
- Match play
- Buca per buca contro un avversario: vinci, perdi o pareggi ogni buca; vince chi ne vince di più. «3 e 2» vuol dire 3 up con 2 buche da giocare.
- Stableford
- Punti per buca rispetto al par netto: una buca disastrosa costa solo uno zero. La formula del giocatore di circolo.
- Quattro palle la migliore (four-ball)
- Due coppie, ognuno gioca la sua palla, e su ogni buca conta lo score migliore di ciascuna coppia.
- Foursome
- Le coppie giocano una sola palla a colpi alterni, e si alternano anche dal tee buca dopo buca. Una delle due formule a coppie della Ryder Cup.
- Greensome
- Tirano tutti e due dal tee, si sceglie il drive migliore, poi si gioca a colpi alterni da lì.
- Louisiana (scramble)
- La squadra gioca sempre dalla palla migliore dopo ogni colpo. La formula delle gare di beneficenza; in inglese si chiama scramble.
- Texas scramble
- Una Louisiana in cui il drive di ogni giocatore va usato un numero minimo di volte.
- Skins
- Ogni buca è uno skin che va allo score più basso e unico; con il pareggio si accumula sulla buca dopo.
- Nassau
- Tre sfide in un giro: prime nove, seconde nove e le 18, di solito a match play.
- Wolf
- Un gioco per quattro: il lupo cambia a ogni buca, sceglie un compagno dopo ogni drive o gioca da solo per più punti.
- Partenza shotgun
- Tutte le partite partono alla stessa ora da buche diverse, così il campo finisce insieme.
- Pro-am
- Una gara in cui le squadre di dilettanti giocano insieme a un professionista.
Il gergo
Quello che i golfisti dicono in campo e nessun regolamento spiega.
- Fore!
- Il grido che avverte qualcuno che una palla sta andando verso di lui; nei circoli italiani si grida anche «palla!». Gridalo presto e forte; un falso allarme non dà fastidio a nessuno.
- Mulligan
- Rigiocare un colpo brutto, di solito il primo drive: concesso tra amici, da nessuna parte nelle Regole.
- Yips
- Uno scatto involontario sui putt corti o sugli approcci che nessuna quantità di allenamento sembra correggere. Esiste, ed è studiato.
- La diciannovesima buca
- Il bar della club house, dove il giro si rigioca colpo per colpo.
- Il giro di boa
- Il passaggio tra il green della 9 e il tee della 10: le prime nove sono andate, le seconde decidono.
- Brocco
- Un giocatore scarso, detto con affetto oppure no. Tutti i buoni giocatori lo sono stati.
- Uovo fritto
- La palla mezza sepolta nel suo cratere in un bunker, dopo essere atterrata nella sabbia morbida.
- Prigione
- Un punto, di solito tra gli alberi, da cui non c'è un colpo verso il green.
- Attaccata alla bandiera
- Un colpo che finisce vicinissimo alla buca.
- Sandbagger
- Un giocatore con l'handicap più alto del suo gioco vero, che vince troppo spesso le gare nette. Il WHS ha i cap e le revisioni apposta.
Tre parole che non sono quello che sembrano
Il par nel golf è più antico del bogey, anche se il primo standard di punteggio fu il bogey: nel 1870 un giornalista chiese a due professionisti quanto ci sarebbe voluto per vincere l'Open e chiamò quel numero par. Il bogey era lo standard, un avversario immaginario contro cui giocare, prima di scivolare a un colpo sopra il par. E il birdie è gergo americano che ha attraversato l'Atlantico, ed è per questo che i britannici hanno dovuto inventare «albatross» per tre sotto il par, mentre gli americani dicono double eagle. La pagina sui termini del punteggio racconta tutta la storia; quella sul gergo del golf le parole che nessuno ti spiega sul primo tee.
Fonti
- Scottish Golf History — Bogey to Blow-Up: origin of golf terms — Par (1870, Doleman; lunghezze USGA 1911), bogey (Coventry 1890, Great Yarmouth, Colonel Bogey 1892), birdie (Atlantic City 1898/99 o 1903), eagle, albatross (1929, Durban 1931). Letto il 9 ottobre 2026.
- The R&A — Rules of Golf — I riferimenti alle Regole nei termini delle regole e dell'handicap, compresa la Regola 3.3b sullo score. Letto il 9 ottobre 2026.
- The R&A — Rules of Handicapping — Handicap Index, Course Handicap, Score Differential. Letto il 9 ottobre 2026.
Domande sul glossario
Quali sono i termini del golf che un principiante deve conoscere?
Par, birdie e bogey per il punteggio; tee, fairway, rough, green e bunker per il campo; drive, approccio, chip, pitch e putt per i colpi; slice e hook per gli errori; e «fore» per la sicurezza. Con queste sedici parole fai un giro in compagnia senza perderti.
Cosa vogliono dire birdie, eagle e albatross?
Uno, due e tre colpi sotto il par su una buca. Birdie viene dal gergo americano («a bird of a shot», Atlantic City, intorno al 1903); eagle è arrivato dopo, come un uccello più grande; albatross è il nome britannico per tre sotto il par, che gli americani chiamano double eagle.
Perché un colpo sopra il par si chiama bogey?
Perché all'inizio il «bogey» era tutto il punteggio che un buon giocatore doveva fare su un campo, battezzato a Great Yarmouth negli anni Novanta dell'Ottocento con il «Bogey man» di una canzone famosa, e il rivale immaginario fu promosso colonnello a Gosport. Quando il par è diventato lo standard, bogey è scivolato a significare un colpo sopra.
Che differenza c'è tra draw e hook?
La misura e l'intenzione. Per un destro curvano tutti e due da destra a sinistra; il draw è dolce e voluto, l'hook è secco e no. Lo stesso vale per fade e slice, dall'altra parte.
Posso mandare il link di un solo termine?
Sì: ogni termine ha la sua ancora, quindi il link apre la pagina proprio su quella parola. In cima trovi le sezioni, per saltare dritto al punteggio, al campo, ai colpi o al gergo.
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Tutta la sezione Termini del golfPar, birdie, eagle, albatross, bogey
Come si chiama ogni punteggio, quanto vale nella Stableford e da dove vengono davvero le parole, in ordine di data.
Il gergo del golf, spiegato
Fore, mulligan, sandbagger, yips, socket, zappata, uovo fritto e il resto, e quale errore nomina ogni parola.
Etichetta nel golf: le Regole e le abitudini
Le Regole 1.2, 5.6 e 6.4b come le scrive la R&A, poi sicurezza, ritmo, campo, green e persone nell'ordine che conta, e il tuo primo giro in un circolo nuovo.

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